“Mediante gli stati d’animo delle velocità aeroplaniche ho potuto creare il paesaggio terrestre isolandolo fuori tempo-spazio nutrendolo di cielo per modo che diventasse paradiso”.
Gerardo Dottori
 
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Raccolta Dottori a Palazzo della Penna PDF Stampa E-mail

 Palazzo della Penna, Via Podiani 11, 06100 Perugia, tel e fax 075.5716233 (biglietteria) 

Aprile e Agosto
10.00-13.00/16.00-19.00 aperto tutti i giorni

Maggio-Luglio/Settembre-Ottobre
10.00-13.00/16.00-19.00 chiuso il lunedì

Novembre-Marzo
10.30-13.00/16.00-18.30 chiuso il lunedì

Chiuso 25/12 e 01/01

Partimmo nel non lontano 2003 con Gerardo Dottori a Palazzo della Penna. Verso un’esposizione permanente. Si inaugurava così il tanto atteso allestimento delle opere del futurista perugino di proprietà del Comune di Perugia, alcune delle quali da lui donate nel  1957, che pensai maliziosamente di esporre, seppure per soli due mesi, insieme  a quelle di numerose altre istituzioni pubbliche e private, e di qualche privato. La malizia stava nel titolo che alludeva a una (auspicabile) esposizione permanente delle stesse, che pensai di realizzare creando una sorta di suggestione espositiva (nell’opinione pubblica)  tale da indurre (i proprietari) a non smembrare più l’effimero assemblaggio ed anzi a creare uno spirito di emulazione fra i tanti collezionisti perugini. Pubblicammo, a corredo dell’evento, non un semplice catalogo, ma una piccola monografia (EFFE) con saggi e ampio corredo biobibliografico, necessaria perché in circolazione, esaurita da tempo la grande monografia dell’Editalia di Guido Ballo e andato a ruba il catalogo della mostra del 1997 alla Rocca Paolina, non c’era disponibile nessuna pubblicazione sull’artista. A quattro anni  di distanza, con la tappa intermedia del nuovo allestimento del 2006, a seguito di importanti depositi di collezionisti privati, e quella di  una  ulteriore occasione espositiva all’inizio del 2007, per aprire l’anno del trentennale dalla scomparsa con un’altra acquisizione, celebrata con una piccola mostra post-natalizia di deliziosi soggetti sacri dottoriani, a quattro anni, dicevo, a conclusione delle iniziative per i trenta anni dalla scomparsa, l’esposizione permanente è una realtà, anzi è qualcosa di più, nonostante qualche proprietario abbia ritirato già dal 2004 le proprie opere. Tant’è che si è reso necessario compilare una guida, che supera la vecchia concezione monografica, pensata e redatta dalle nuove generazioni dei cultori del futurista perugino, con ciò non sottintendendo da parte mia nessun abbandono della cura dell’artista, per il quale anzi medito e progetto una grande antologica romana, ma volendo fermamente che anche altri studiosi, meglio se giovani, approfondiscano e presentino con diverse modalità il nostro più grande artista del Novecento. Una guida articolata per temi e per focalizzazioni di opere, terminologie ed eventi particolari, che tiene conto del fatto che questo ultimo allestimento modifica in parte l’itinerario, riappropriandosi la raccolta della sala degli archi alla quale si accede dalla seconda sala e non più dall’ingresso. Il riacquisito spazio ospiterà la sezione dell’arte sacra che è stata notevolmente accresciuta grazie al generosissimo deposito di ben 12 tavole del ciclo dei Fioretti di san Francesco. Con la Crocifissione, lo stendardo processionale e altre opere, questo ambito di interesse al quale l’artista dedicò in verità molta della sua creatività è ampiamente rappresentato. Si arricchisce comunque anche la stagione pittorica pre-futurista con il Ritratto del signor Rossetti e quella, lunghissima, della pittura murale con un distacco che simboleggia, da una parte, l’impegno profuso dall’artista nella decorazione parietale, dall’altra però anche il sostanziale scempio che è stato fatto nel passato di quella pittura, decontestualizzata e ridotta in brani. Ambedue queste acquisizioni sono frutto di generosi depositi di concittadini che hanno risposto all’appello dell’Assessore Cernicchi e mio di qualche anno fa.

A regime, accanto al consistente nucleo di opere che possono essere considerate acquisite in permanenza, ne ruoteranno altrettante mediamente ogni tre anni. Questo scenario non tiene conto dell’ auspicabile e non impossibile “miracolo laico” della riunificazione della Raccolta del Comune con la Collezione di un altro soggetto privato-pubblico, per istituire così quel museo delle opere di Gerardo Dottori atteso da molto tempo, che costituirebbe un fiore all’occhiello per Perugia e l’Umbria. E di auspicio in auspicio Dottori avanza. 

 

 

Massimo Duranti

Curatore della Raccolta Dottori di Palazzo della Penna

Presidente degli Archivi Dottori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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