 Chiesa di San Cristoforo, Montesperello, Magione, 1949 pittura murale a secco Fin dai primi anni del Novecento il futurista Gerardo Dottori, mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti all’Accademia, si dilettava, o meglio, si guadagnava da vivere, con l’attività di decoratore di interni. Egli stesso ne fa menzione nell’autobiografia scritta per la monografia di Ballo del 1970.
In quell’occasione Dottori scriveva: “Frequentandola, l’Accademia mi dette dopo qualche tempo un risultato pratico: i riquadratori di stanze mi chiamavano perché ornassi con fiorellini, vedutine, motivetti “Liberty”, allora in voga, qualche spazio nelle loro riquadrature e mi pagavano con una ed anche due lire per stanza. Questi lavoretti li eseguivo a tempera. Imparai così a conoscere questa tecnica che divenne poi la mia preferita”.  Cappella Clarici (particolare), Foligno, 1924 pittura murale a secco Quello del muralista, dopo essere stato semplice riquadratore di stanze, fu per l’artista un vero e proprio lavoro che lo impegnò per quasi cinquant’anni della sua vita: dal 1906 circa, quando per pochi mesi si trasferì a Milano, proprio come riquadratore di stanze, al 1951, anno che segna l’ultimo dei suoi interventi conosciuti. Tale attività, infatti, insieme all’insegnamento, era la sua principale fonte di sostentamento, ma l’impegno e la dedizione dimostrata attraverso i vari interventi, che nel complesso ammontano a circa quarantacinque, fra spazi pubblici e privati, dimostrano come Dottori amasse particolarmente questa pratica, al di là del semplice guadagno. Attraverso di essa, infatti, aveva la possibilità di immergersi ulteriormente nel territorio, alla maniera dei freschisti medievali e rinascimentali, riscoprendo una tradizione di alto valore culturale di cui l’Umbria è tutt’oggi ricca. I suoi interventi spaziarono dalla semplice decorazione alla vera e propria pittura Villa Cesari-Tiberi (particolari), Monte Vibiano Vecchio, Marsciano, (1912) pittura murale a secco murale, attraverso la tecnica della tempera su muro, di matrice ottocentesca. Decorò chiese, palazzi e ville private, principalmente in area umbra, anche se nel corso degli anni Trenta, trovandosi per un lungo periodo a Roma, vi lasciò alcuni dei suoi interventi più significativi, purtroppo per gran parte distrutti. Molto intensa fu la sua attività nella zona di Marsciano dove decorò ben sei case private e due chiese, una delle quali, quella di S. Maria Assunta di Monte Vibiano Vecchio, è da considerare il primo intervento conosciuto nel territorio umbro. Altra zona di intensa attività, oltre ovviamente a Perugia città, fu l’area del Lago Trasimeno in cui si contano circa dieci interventi, alcuni di alto valore artistico, principalmente legati alla committenza ecclesiastica. |