“Mediante gli stati d’animo delle velocità aeroplaniche ho potuto creare il paesaggio terrestre isolandolo fuori tempo-spazio nutrendolo di cielo per modo che diventasse paradiso”.
Gerardo Dottori
 
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Arti applicate PDF Stampa E-mail
Il direttore d’orchestra, (1928),materiali vari, h cm. 38,Vaf-Shiftung, Frankfurt am Main, Mart di Rovereto
Per una rilettura completa dell’opera di Gerardo Dottori appare utile riqualificare un aspetto della sua produzione artistica, le cosiddette “arti applicate”.
Mediante un crescente e deciso impegno nella realizzazione delle “arti minori”, si evidenzia nell’opera di Dottori l’opportunità di superare le divisioni settoriali tradizionali dell’arte e contribuire anche con esse alla “Ricostruzione Futurista dell’Universo”.
Sala da pranzo di casa Cimino, (primi anni Trenta)
Ecco allora che dall’architettura si spazia fino alla scena urbana, all’ambientazione e agli allestimenti;dall’arredamento alla scena teatrale e ai diversi aspetti dello spettacolo e della comunicazione; dalla pittura alla scultura; dall’abito e dalla moda agli oggetti d’uso quotidiano; dalle parolibere alla prosa, alla creazione tipografica e alla pubblicità. In questo direzione vanno le sue ambientazioni futuriste la summa delle creazioni e dell’opera-ambiente come: Il Ristorante Altro Mondo di Perugia (1923), Casa Carli (1924), L’idroscalo di Ostia (1928), la Mostra della Rivoluzione Fascista: Sala del Lavoro (1932). Per alcune sue realizzazioni si occupo anche dell’arredamento come: per
Progetto per poltrona, (1922-1923), inchiostro su carta, cm. 23,2x18
Casa Carli, l’Idroscalo di Ostia e la Mostra della Rivoluzione Fascista. Nelle arti applicative è di notevole interesse la sala da pranzo di Casa Cimino e la sua stessa abitazione ambientate futuristicamente. Pressoché sconosciute erano le produzioni di vetrate e maioliche. L’unico esempio che conosciamo di opera in ceramica è un piatto L’usignolo e diversi bozzetti di altri oggetti mai eseguiti. Inedite ancora sono le applicazioni nell’arte vetraria realizzate a Roma: un San Francesco e un bozzetto per una vetrata con il “Volto del Cristo. In occasione della mostra milanese del 1988, Il futurismo e la moda, presentò una serie di bozzetti per abiti giovanili da “Avanguardista fascista” degli anni Trenta, unico esempio di avvicinamento di Dottori all’idea di “moda futurista”. Alla fine degli anni Venti, Dottori si cimentò nella scultura realizzando cinque surreali personaggi come Il Don Chisciotte senza Mancia, “Direttore d’orchestra”,
Ciondolo, (1942-1943) ,tempera graffita su compensato, diametro massimo cm. 6.
Personaggio in chiave futurista . Dottori si accostò con interesse anche alla scenografia per il Teatro degli Indipendenti di Bragaglia e numerosi bozzetti per la Sagra Musicale Umbra del 1934 e del ‘37. Interessante e copiosa fu l’attività di illustratore (circa sessanta lavori) fra cui: Danza di Frine, di A.G. Galeazzi, Rivoluzione fascista di A. Businelli, 1933, Dal Colle del Paradiso all’Eremo del Subasio di Mario Solinas, 1973.
 

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